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Cooperazione economica bilaterale

 

Cooperazione economica bilaterale

Il Canada è un Paese con solide basi economiche e finanziarie, ad elevato reddito pro-capite (circa 44.000 US$ nel 2015), ricco di risorse naturali, fortemente integrato con gli USA (che assorbono circa il 75% delle esportazioni canadesi, e da cui provengono circa il 50% delle merci importate). L'economia canadese sta attraversando un processo di aggiustamento in seguito alla caduta dei prezzi del petrolio dalla metà del 2014, che ha avuto un notevole impatto - si consideri che il settore origina circa il 20% del Pil - con forte contrazione degli investimenti e riduzione dell'occupazione nel comparto energetico (in particolare in Alberta). Dopo una modesta crescita dello 0,9% nel 2015, si attende un’espansione moderata anche per il 2016 (+1,3% secondo le stime della Banca centrale di gennaio 2017), con un miglioramento nel biennio 2017-18 (+ 2,1% annuo).

L’agenda economica del Governo e’ focalizzata su un ambizioso programma di investimenti pubblici (186 miliardi di dollari canadesi fino al 2027-28, nelle intenzioni dell’esecutivo), nonche’ sull’espansione del network di accordi commerciali internazionali, tesi ad incrementare e diversificare le opportunita’ di scambio e a ridurre la dipendenza dal mercato USA.

Tra gli accordi principali, oltre al NAFTA (il trattato di libero scambio del Nord America), rientra il Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA) con l'Unione Europea. Il CETA costituisce uno dei più ambiziosi accordi economico-commerciali a livello mondiale, e prevede misure quali l’eliminazione pressoché totale dei dazi doganali, una maggiore apertura reciproca nella possibilita’ di partecipare alle gare di appalto pubbliche, la protezione delle indicazioni geografiche, denominazioni di origine, marchi e brevetti, l’agevolazione degli spostamenti dei lavoratori dipendenti di societa’ degli Stati aderenti, ed un trattamento privilegiato in materia di investimenti. L’accordo e’ stato firmato il 30 ottobre 2016 e, nelle more delle ratifiche di tutte le Parti (dovra’ essere approvato da tutti gli Stati membri dell’Unione Europea) e’ prevista un’applicazione provvisoria dopo le approvazioni del Parlamento UE (avvenuta il 15.2.2017) e di quello canadese (attesa entro la prima meta’ del 2017).

Sotto il profilo macro-economico, nel corso del 2016 l’andamento dell’economia è stato altalenante: dopo una crescita del 2,7% nel primo trimestre, il secondo ha registrato una contrazione dell'1,3%, recuperata nel terzo trimestre (+3,5%). L'andamento delle esportazioni e la situazione del mercato immobiliare domestico hanno costituito oggetto di analisi da parte della Banca centrale, sulla cui base ha deciso di mantenere ad oggi (gennaio 2017) il tasso di interesse allo 0,5%. Sotto il primo profilo, l'export canadese ha avuto un andamento fluttuante con una costante sfasatura al ribasso rispetto alle previsioni, per un concorso di cause in parte contingenti - rallentamento dell'economia globale e degli investimenti, aumento delle misure protezionistiche, evoluzione del
mercato cinese (con la progressiva sostituzione di merci importate con altre prodotte localmente) – ed in parte strutturali: perdita di capacita' produttiva, impatto negativo sulla competitivita' delle aziende per la carenza di infrastrutture, costi relativamente alti dell'energia elettrica.

Per quanto riguarda invece il mercato immobiliare, alla luce del surriscaldamento registratosi in alcune aree (Vancouver e Toronto, oggetto di forti investimenti stranieri, specie asiatici) e dell'indebitamento sempre maggiore delle famiglie (stimato intorno al 165%), il Governo federale ha adottato nel corso del 2016 delle misure tese a rendere piu' stabile e resistente il mercato, consistenti principalmente in una maggiore tassazione per gli acquirenti stranieri ed in una restrizione delle condizioni di accesso ai mutui immobiliari. Questi ed altri fattori hanno indotto la Banca centrale a ritenere che l'economia canadese affrontera' un lungo periodo di crescita moderata, piu' modesta rispetto a quanto finora immaginato, con correlativo ritardo nel raggiungimento dell'obiettivo dell'inflazione al 2%.

Il 1 novembre 2016 il Governo ha presentato in Parlamento il documento autunnale di aggiornamento sullo stato dell'economia, c.d. "Fall Economic Statement", una valutazione di meta’ anno (l’anno finanziario in Canada va dal 1 aprile al 31 marzo) che costituisce anche una tappa di rilievo nella prefigurazione della legge di bilancio dell'anno successivo. In uno scenario caratterizzato da bassa crescita dell'economia mondiale e dallo spostamento dei principali assi del commercio internazionale verso l'Asia, due fattori con un impatto diretto sull'economia canadese, il Governo ha confermato la propria strategia di investimenti pubblici, proponendo un aumento di 81 miliardi fino al 2027-28 rispetto agli stanziamenti previsti nella legge di bilancio 2016, portandoli quindi complessivamente a 186 miliardi su un orizzonte temporale di 11 anni, ampliando la tipologia degli interventi finanziabili (prevalentemente alle infrastrutture strategiche di trasporto a supporto del commercio). E’ stato inoltre deciso di costituire una "Infrastructure Bank" con un capitale che dovrebbe raggiungere i 35 miliardi, di cui 15 pubblici (per trasporto pubblico ed infrastrutture verdi e sociali) e 20 privati (destinati invece ad attivita' che generino profitti, quali pedaggi autostradali e tariffe idriche ed elettriche), che negli auspici dell'Esecutivo dovrebbero fungere da volano per attrarre ulteriori fondi privati. Altro tassello fondamentale annunciato dall'esecutivo, la priorità
all'attrazione degli investimenti stranieri tramite la costituzione di una nuova struttura dedicata, denominata "Invest in Canada", che dovrebbe anche incoraggiare ulteriori investimenti per le imprese gia' presenti in Canada. Una conseguenza delle menzionate scelte di politica economica sarà una maggiore crescita del deficit nei prossimi anni, con il pareggio di bilancio atteso non prima del 2055-56, secondo le ultime stime del Governo (dicembre 2016).

Si riportano di seguito i principali indicatori macroeconomici relativi al 2016:

Pil: + 1,3%;

inflazione: + 1,5%;

disoccupazione: 7 %;

deficit di bilancio: 2,4%;

debito pubblico: 98,5%;

bilancia commerciale: - 27,4 mld US$.

COMMERCIO BILATERALE

L’Italia si e’ confermata nei primi 11 mesi del 2016 quale ottavo paese fornitore del mercato canadese (il terzo fornitore europeo dopo Germania e Regno Unito) e tredicesimo mercato di esportazione. L'interscambio commerciale nei primi 11 mesi del 2016 è stato di circa 9 miliardi di dollari canadesi (+2,4%), con un saldo positivo per l’Italia di circa 4,84 miliardi (+1,7%). Le nostre esportazioni sono state pari a 6,94 miliardi (+2,9%), a fronte di un aumento di quelle canadesi del 4,09%, per un controvalore di 2,09 miliardi. Merita segnalare come il nostro saldo attivo sia il quarto migliore in assoluto tra i partners del Canada: il dato colloca infatti l'Italia dopo Cina, Messico e Germania, e prima di Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e USA.

Tra i principali comparti del nostro export figurano i macchinari (1,65 mld, -1,09%); bevande e alcolici (vino in particolare) per 489,86 mln (+4,83%); mezzi di trasporto (489,86 mln, -6,89%). Le importazioni dal Canada invece hanno riguardato principalmente: prodotti farmaceutici (460,14 mln, +2,92%); cereali (351,36 mln, -24,98% ); macchinari (200,43 mln, +4,58%).


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